Pensieri.

Nella mia vita, grazie alla continua ricerca, sono riuscito a diventare un ottimo pittore astratto figurativo e ritrattista. Riesco a realizzare ogni tipo di ritratti da foto, di persona, su commissione o per gusto personale. Realizzo quadri moderni e antichi, olio su tela o disegni o con tecnica mista. Faccio figure e paesaggi,con pennelli e olio e tempera fino a dipingere la pittura astratta moderna

Recensioni

Alfonse De grenet corrispondente artistico di Le Figaro Paris 2 / 4 / 10  
Vincenzo Di Giorgio è un pittore figurativo, astratto e anche un eccellente ritrattista. Usa il pennello e l'olio per le sue tele,per dipingere le figure femminili, per levigare i volti, per creare sguardi magnetici e magici,per mostrare astratte forme vibranti di vita. Cezanne segnò l'inizio della pittura moderna. Da lui partì la valanga di pittori non più legati ai canoni artistici tradizionali. Crebbe enormemente il numero di chi si dedicava alla bella arte,di chi dipingeva senza dipingere. Tranne le dovute eccezioni,chiunque avesse un pò di iniziativa si buttò nella pittura senza avere le basi indispensabili. Nella musica,nella scrittura,nella danza ecc..,nessuno può ricevere applausi se stona,se scrive male,se non sà danzare.Il solo ambito in cui chi non sà dipingere può assurgere a grandi vette è la pittura! Assistiamo così a mostre in cui vengono osannate opere che qualsiasi bambino,al di sotto dei cinque anni farebbe meglio! Collezionisti e investitori pagano miliardi croste ridicole,mettendole al sicuro nei cavea?o nelle casseforti! Che tristezza! Ma per fortuna ,ogni tanto,qualche artista si vede ancora. Qualche opera si salva,sopratutto figurativa.Nell'astrattismo è un'altra musica. Uno su mille ce la fà. Al dunque Di Giorgio sicuramente è uno dei mille. Alfonse De grenet corrispondente artistico di Le Figarò Paris 2 / 4 / 10

Arturo Fraschini - corrispondente artistico del Corriere Della Sera

Ho assistito personalmente alla creazione di un'opera o meglio al suo completamento  nell'atelier di Vincenzo Di Giorgio avendo egli  acconsentito a mostrarmi il suo modo di  "creare".  Rimasi di stucco; le sue mani si erano  trasformate in agili uccelli che si libravano leste e  precise sulla tela, portando il pennello e il colore  con maestria. Incantato fissavo come ipnotizzato  la tela che si ricopriva di colore animato. L'olio si  allargava qua e si concretizzava là, il pennello o  la  spatola o addirittura le dita lo trasportavano  nell'aria dalla tavolozza alla tela e, man mano, il  quadro prendeva forma completandosi alla fine  in  un meraviglioso astratto vibrante di fuoco  lavico e di incrostazioni misteriose che  prendevano l'anima.

 

Paul Adams - critico artistico del New York Times 

Lo stile per Di Giorgio non si identifica nella strettoia del riconoscibilità a tutti i costi. Nei ritratti o negli astratti o in tutto il percorso pittorico della sua vita di artista, Di Giorgio sconfina, cerca i limiti, traguarda nuovi orizzonti usando i colori, i pennelli o le spatole, con rara maestria. Nei ritratti rifulge il tratto misterioso che dona la vita ad un volto a due dimensioni, staccandosi nettamente dai suoi omologhi. Di Giorgio astrattista ha qualcosa di diverso dagli stereotipi normali, và al di là di concetti ed elucubrazioni asfittiche librandosi in spazi nuovi, mai sperimentati

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Vincenzo Di Giorgio

Biografia
Ci sono momenti nella vita in cui bisogna fare scelte importanti. Nel febbraio 1967,ero una guardia di finanza, dovevo decidere cosa fare della mia vita: firmare per altri tre anni o congedarmi e intraprendere la carriera di pittore. La mia recente conoscenza e amicizia di Giulio Turcato e di sua moglie Vana Caruso mi spingeva verso la seconda ipotesi. Il cenacolo di artisti che la coppia coaugulava intorno a s?mi attirava prepotentemente e spesso passavo il mio tempo libero con loro. La loro casa dietro piazza del popolo mi vedeva ospite assiduo,insieme a tanti altri. Il capanno sul mare di Tor San Lorenzo ci accoglieva, già a marzo aprile, bramosi di mare, sabbia, sole e strida di gabbiani. Vana ci metteva allo sgobbo facendoci pulire chili di fave, che poi venivano bollite e condite con sale, olio, limone e libertà. Giulio mi parlava poco dei suoi lavori o della pittura in generale. Insegnava al liceo artistico di via ripetta, la vicino e, probabilmente, era stufo dopo quasi quarant'anni di insegnamento di parlare di pittura astratta e figurativa! Comunque una cosa me la disse,quando gli comunicai la mia scelta: "Caro Enzo sono contento della tua scelta, hai preso la via più dura!" Quanto aveva ragione! Affrontai la vita a fronte alta. Di giorno lavoravo come cameriere,la sera studiavo e dipingevo nel monolocale dietro piazza Navona. Furono giorni duri,lavoravo e dormivo senza soluzione di continuità ma era bello!Vivevo un periodo della mia vita estremamente formativo e che ora, nell'età matura, rimpiango con nostalgia.   Vincenzo Di Giorgio, ritratti, ritratti su commissione, pittore, olio su tela, acquista opera arte, ritrattistica, arte materica, dipinti ad olio, dipinto moderno, oli su tela, ritratto su te

 

 

 

 

 

 

 

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